L’ERA DEI CERVELLONI ELETTRONICI

Il Colossus inglese della Seconda Guerra Mondiale,
Dal Colossus al SAGE

La storia del computer nell’era valvolare è breve e intensa, passa dalla tecnologia analogica e meccanica dei servomotori all’era digitale del PCM nel volgere di poco più di 15 anni. Il primo computer non meccanico o Cervello Elettronico è ormai riconosciuto essere il Colossus inglese, sviluppato da Tommy Flowers e Max Newman a Bletchley Park nel 1943 per decrittare i messaggi cifrati della macchina Lorenz usata dal comando militare del Terzo Reich. Utilizzava esclusivamente tubi a vuoto ed era programmabile tramite nastri di carta perforata. Un precedente calcolatore non programmabile utilizzante parti meccaniche e 300 valvole era stato realizzato nel 1937 da Berry e Atanasoff all’Università dello Yowa ma non viene considerato un vero e proprio computer moderno. La programmabilità dei computer venne anticipata dal tedesco Zuse nel 1937 e prospettava la necessità di allocare le istruzioni e i dati ricavati sullo stesso supporto in modo da permetterne l’interazione. Questo tipo di costruzione è conosciuta come architettura di Von Neumann e venne utilizzata per la prima volta nel computer inglese SSEM del 1948. Lo stesso Zuse elaborò il primo linguaggio di programmazione di alto livello nel 1945 ma il tutto passò inosservato tanto che il FORTRAN della IBM, rilasciato nella seconda metà degli anni 50,
L’IBM SSEC del 1948
viene ritenuto il primo codice di istruzioni per calcolatore elettronico. Lo sviluppo del Colossus avvenne nel più stretto riserbo e si venne a conoscenza della storia solo negli anni 70. Fino ad allora quello conosciuto come il primo “calcolatore” era stato l’
ENIAC (Electronic Numerical Integrator e Computer), sviluppato durante la guerra da John Mauchly e J. Presper Eckert e divenuto operativo nel 1945. Nel 1946 Mauchly e Eckert ricevono un incarico da parte del National Bureau of Standard per la realizzazione di un nuovo calcolatore e iniziano il progetto UNIVAC (Universal Automatic Computer). Per mancanza di fondi il progetto si ferma e nel 1947 gli stessi fondano una propria società, la Eckley-Mauchly Computer Corporation, EMCC, che nel 1949 realizza, su ordinativo della Northrop Aircraft, il BINAC, computer innovativo che utilizza nastri magnetici per immagazzinare i dati. Nel 1950 la EMCC viene acquistata dalla Remington Rand. La Remington fonda quindi la Univac Division e fornisce i fondi per terminare il progetto UNIVAC. Il nuovo computer diventa una realtà nel 1951 e costituisce di fatto il primo calcolatore commerciale della storia. Ne verranno realizzati ben 46 esemplari alla cifra di circa 1 milione di Dollari dell’epoca ciascuno. L’UNIVAC contiene 5.200 valvole assorbe 125kW di potenza e utilizza una memoria a nastro magnetico.
Il 1946 è anche l’anno in cui Fred Williams sviluppa un particolare tipo di tubo catodico in grado di immagazzinare informazioni analogiche e digitali, dando così inizio a una particolare famiglia di dispositivi quali il Memotron, il Typotron e il Graphecon utilizzati nelle console di controllo radar e per applicazioni TV.
Il Wirlwind del 1947
Nel 1947 viene presentato il
Wirlwind, sviluppato presso il MIT (Massachusetts Institute of Technology), fa uso per la prima volta di memorie a nuclei magnetici. Contemporaneamente alla Remington Univac Division inizia l’attività della IBM nel campo dei calcolatori. Nel 1948 viene presentato infatti l’IBM SSEC (Selective Sequence Electronic Calculator), che contiene 12.000 valvole 25L6.
L’EDVAC, iniziato nel dopoguerra venne completato nel 1952
Nello stesso anno in Inghilterra, a Manchester, venne realizzato il primo calcolatore basato sulle teorie di Von Neumann, il “Baby” o
SSEM, (Small-Scale Experimental Machine). Subito seguito nel giro di un anno dal Manchester Mark I che usava dei tubi catodici come memoria, e introduceva l’indicizzazione dei registri di programma.
Nel 1949, a Cambridge, viene realizzato l’
EDSAC, portato a termine a un anno di distanza dal “Baby” e quasi in contemporanea con il “Manchester Mark I”, è un computer in grado di affrontare la soluzione di problemi reali.
Il primo calcolatore dell’europa continentale,
MESM, venne realizzato nel 1950 da Sergey Alekseevich Lebedev dell’Istituto di Elettrotecnologia di Kiev. Si trattava di un apparato in grado di svolgere circa 3.000 operazioni al secondo, conteneva 6.000 valvole e assorbiva 25kW di potenza.Sempre nel 1950 nasce il primo calcolatore giapponese per merito di Hideo Yamachito, mentre nel 1951 il primo calcolatore per usi commerciali, il LEO (Lyons Electronic Office), viene realizzato alla Lyon Co. Da T. Raymond Thompson e John Simmons.
Nel 1952 viene completato l’
EDVAC, un calcolatore pensato per surclassare l’americano ENIAC. A differenza dell’ENIAC, che usava una elaborazione in parallelo, l’EDVAC aveva una singola unità di calcolo. Questo tipo di tecnologia era molto più semplice e costituì il primo passo verso la corsa alla riduzione delle dimensioni e all’aumento dell’affidabilità. L’EDVAC era accreditato di una velocità di clock prossima a 1 MegaHertz. Nel 1953 diventa operativa la prima sezione del SAGE, il più grande dei calcolatori a valvole mai realizzato, impiegava più di 50.000 valvole e rimase operativo fino al 1983. Il 1953 è anche l’anno della presentazione del primo transistor commerciale da parte della Raytheon, la nuova tecnologia mise in breve tempo fuori gioco le valvole, sostituite gradualmente da dispositivi a stato solido. Uno degli ultimi computer a usare tubi a vuoto fu l’IBM 709 del 1959 e la fine degli anni 50 vide anche la fine dei grossi calcolatori elettronici a valvole.

© Filippo Punzo - UnSecoloDaDiodo

L'ENIAC

Il SAGE

Computer analogici

Il primo operazionale

Il Memotron

l'ANITA

John Mauchly, uno
degli ideatori dell’ENIAC
Le valvole dell’IBM 701